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FIROS
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Il sistema mwdqFIROS (mwdgmwdwFIeld ROcket System) è una famiglia di mwealanciarazzi multipli italiani sviluppata negli mweqanni 1970 dall'azienda mwegBPD, all'epoca la principale a livello nazionale nel campo della propulsione a mwewrazzo. Il sistema venne sviluppato per l'mwfaesportazione, con alcune decine di lanciatori per la versione FIROS 25 venduti ad alcuni mwfqpaesi arabi, e una batteria di FIROS 30, presentato negli mwfganni 1980 allo mwfwStato Maggiore dell'mwgaEsercito Italiano, acquistata per impiego sperimentale.

Contents

FIROS 6
Note

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Storia del progetto

Il programma multinazionale anglo-italo-tedesco mwhaRS 80 MARS,cite-ref-c8p118-2-0[2] relativo ad un lanciarazzi in calibro 300mwiq mm montato sullo scafo di un mwigcarro armato mwiwLeopard 1 andò abortito nel mwja1977. Sull'onda del successo di esportazione dei razzi mwjqsovietici della serie mwjgGrad, la società mwjwitaliana SNIA-BPD progettò due modelli di nuovi razzi, uno leggero e uno medio, della serie FIROS (FIeld ROcket System) destinati principalmente al mercato dell'esportazione.cite-ref-as-3-0[3]

FIROS 6

Il primo sistema, designato FIROS 6,cite-ref-c4p120-4-0[4] era relativo ad una razziera leggera a 48 canne in calibro 51mwmg mm che poteva essere installata sul pianale di una mwmwautovettura da ricognizione Fiat AR-76, Nuova Campagnola o mwnaLand Rover, o sulla parte superiore dello scafo di un mwnqveicolo da trasporto truppe blindato mwngFiat 6614. Inoltre tale razziera poteva essere sistemata su un apposito rimorchio trainabile.cite-ref-c4p120-4-1[4] Il prototipo fu presentato all'esercito italiano installato su una Land Rover, ma non fu emesso alcun ordine di acquisto,cite-ref-c8p113-5-0[5] mentre sei sistemi furono acquistati dal mwpwMessico per essere assegnati alla mwqafanteria di marina.cite-ref-as-3-1[3]

FIROS 25

Il secondo tipo, denominato FIROS 25,cite-ref-ar-6-0[6] era un lanciarazzi semovente a saturazione d'area dotato di 40 tubi di lancio calibro 122mwsw mmcite-ref-7[N 1]cite-ref-8[7] installato su un autocarro 6x6 Magirus Deutz o mwvaMercedes-Benz. Il sistema d'arma poteva essere pronto al fuoco in cinque minuti, e disponeva di un doppio sistema di brandeggio manuale o ad asservimento elettro-idraulico. Il caricamento poteva avvenire manualmente, o meccanicamente tramite la sostituzione di uno dei due moduli, ognuno dotato di 20 tubi di lancio, di cui era composta la razziera. Detti moduli venivano trasportati da un apposito veicolo di rifornimento. Sviluppato a partire dal mwvq1976, il FIROS 25 venne testato nell'aprile mwvg1978,cite-ref-9[8] e la sperimentazione terminò nel mwww1981.cite-ref-ar-6-1[6] Primo cliente fu l'esercito degli mwyaEmirati Arabi Uniti che acquistò 48 lanciarazzi,cite-ref-c7p292-10-0[9] mentre razzi da 122mwzq mm FIROS vennero acquistati e riprodotti in mwzgIraq, dove furono adattati all'utilizzo di una mwzwtestata chimica.cite-ref-11[10] Nel corso del mwba1995 negli EAU si verificarono alcuni casi di incendio e detonazione dei razzi FIROS 25 immagazzinati.cite-ref-as-3-2[3] Secondo i rappresentanti della società questi incidenti erano collegati alla violazione del regime di temperatura durante lo stoccaggio in climi caldi.cite-ref-as-3-3[3] Alla fine del 1996 circa 24 sistemi FIROS 25 vennero disattivaticite-ref-c7p292-10-1[9] e, a partire dalla metà del mweq2002, tutti e 48 erano stati posti in posizione di riserva.cite-ref-as-3-4[3]

FIROS 30

Dopo il fallimento del programma multinazionale RS-80 MARS, relativo ad un lanciarazzi pesante semovente, e l'abbandono di quelli nazionali Breda BR-51GS,cite-ref-12[N 2] RC-12 e IA-100R,cite-ref-13[N 3] l'Esercito italiano lasciò momentaneamente l'idea di acquisire i lanciarazzi multipli, ritornando ad interessarsene verso l'inizio degli mwiaanni ottanta.cite-ref-c8p118-2-1[2] In quella occasione la SNIA propose una versione modificata del sistema FIROS 25, dotata di maggiore gittata e installata su di un autocarro FIAT-Iveco con cabina di guida corazzata, che fu denominata FIROS 30.cite-ref-c8p118-2-2[2] Nel mwkq1986 l'esercito avviò la fase di valutazione, quando già nel mwkg1982 aveva aderito al programma multinazionale mwkwMLRS in calibro 227mwla mm, mantenendo l'interesse anche negli anni successivi come sistema complementare al precedente.cite-ref-c8p118-2-3[2] Le prove, condotte su due sistemi costruiti a spese delle società costruttrici, si conclusero nel mwmq1991, e in quello stesso anno furono fatti sfilare durante la parata militare del 2 giugno in mwmgvia dei Fori Imperiali a mwmwRoma.cite-ref-c8p118-2-4[2] Per l'anno successivo fu prevista l'acquisizione di una batteria costituita da un autocarro posto comando, 4 veicoli lanciatori e 4 da rifornimento, primi di un totale di 60 sistemi d'arma considerati necessari. Con essi era previsto di armare un gruppo di supporto generale da assegnare a ogni mwoacorpo d'armata, oltre a quelli necessari all'addestramento.cite-ref-c8p118-2-5[2] La fine della mwpqguerra fredda e l'elevatissimo costo di acquisto, pari a 270 miliardi di lire dell'epoca per i 4 gruppi lanciarazzi, portarono all'annullamento del programma di acquisto.cite-ref-c8p118-2-6[2]

Caratteristiche tecniche

La versione FIROS 30 destinata all'Esercito Italiano, doveva andare ad equipaggiare 3 gruppi lanciarazzi con 10 batterie di 6 lanciatori l'una, verteva sull'uso di un autocarro 6x6 ad alta mobilitàcite-ref-ar-6-2[6] mwsaIVECO APC-90, con cabina blindata dotata di protezione mwsqNBC e sistemi automatizzati per la navigazione e il brandeggio dei lanciatore. Il peso del sistema, circa 17,3 tonnellate,cite-ref-ar-6-3[6] non lo rendeva idoneo al trasporto sui mwtgLockheed C-130H Hercules.

Il razzo, a propellente composito posizionato per colata che consentiva una maggiore gittata nonostante il peso del booster, era lungo 2,8 m, pesava a seconda del tipo da 65,5 a 72mwua kgcite-ref-c4p120-4-2[4] e raggiungeva una gittata massima variabile da 30 a 34mwvq km.cite-ref-as-3-5[3]

Le testate belliche, del peso di 26mwww kg,cite-ref-c4p120-4-3[4] potevano essere di vario tipo, ad mwyaHE da 26mwyq kg, con gittate di 34mwyg km, a mwywsubmunizioni (ben 77 bombette antiamateriale o 6 mine anticarro) con gittata di 30mwza km.cite-ref-as-3-6[3]

La salva può essere sparata in 16 secondi e il veicolo in circa 3 minuti può fermarsi, sparare, e ripartire.cite-ref-c4p120-4-4[4] I veicoli per il rifornimento trasportano 4 moduli da 20 canne, con cui sostituire, invece che ricaricare, quelli usati.cite-ref-as-3-7[3]

Versioni

• mw3qFIROS 6: versione leggera a 48 canne in calibro 51mw3g mm, trainabile o installabile su leggeri veicoli da ricognizione. Il sistema di lancio pesava 250mw3w kg carico, era lungo 2mw4a m, largo 0,51mw4q m, alto 0,93mw4g m, ed aveva un arco di brandeggio ad azionamento manuale di 360° in orizzontale, e da -5° a +45° in verticale.cite-ref-c4p120-4-5[4] Il razzo impiegato era lungo 1mw5w m, pesava 4,8mw6a kg e dopo un volo di 39 secondi raggiungeva la gittata massima di 6mw6q 550mw6g m.cite-ref-c4p120-4-6[4] La testata bellica installabile poteva essere anticarro-antipersonale (AP/AT), ad alto esplosivo incendiaria (HEI), illuminante, nebbiogena, a frammentazione e da addestramento. Sotto la razziera vi era il deposito munizioni, che poteva ospitare 36 razzi di riserva, suddivisi in due cellule ognuna da 18.cite-ref-c8p113-5-1[5]
• mw9aFIROS 25: versione media a 40 canne in calibro 122mw9q mm, installabile su autocarri.cite-ref-c4p120-4-7[4] Il sistema di lancio aveva un arco di brandeggio ad azionamento manuale o idraulico di 210° in orizzontale, e da 0° a +60° in verticale.cite-ref-c4p120-4-8[4] Il razzo impiegato, a propellente a doppia base estruso, era lungo 2mw-g m, pesava 52,5mw-w kg e raggiungeva la gittata massima di 25mwaqa 000mwaqe m.cite-ref-c4p120-4-9[4] Potevano essere installate due tipi di testate, una ad alto esplosivo del peso di 17mwaqy kg, e una a sub-munizionicite-ref-14[N 4] del peso di 26,5mwaqs kg e gittata massima di 22mwaqw 000mwaq0 m. Potevano essere installate anche testate nebbiogene, incendiarie, e a frammentazione.cite-ref-c4p120-4-10[4]
• mwarmFIROS 70: nel corso del 1989 la casa costruttrice annunciò l'inizio dello sviluppo di una nuova versione del lanciarazzi in calibro 315mwarq mm,cite-ref-as-3-8[3] con una gittata di 70mwark km. Il sistema di lancio binato doveva essere installato su autocarro, e fu iniziato lo sviluppo di numerosi tipi di testate.cite-ref-as-3-9[3] Il programma andò avanti fino alla metà del mwar41997, quando venne definitivamente abbandonato.cite-ref-as-3-10[3]

Utilizzatori


• Esercito degli Emirati Arabi Uniti

mwasw mwas0Iraq


mwatm mwatqItalia


mwato mwatsMessico

• Infantería de Marina

Note

Esplicative

cite-note-7N 1. Lo stesso calibro del sistema sovietico BM-21.
cite-note-12N 2. Si trattava di un lanciarazzi ad elevate prestazioni in calibro 152mwauk mm.
cite-note-13N 3. Si trattava di due lanciarazzi leggeri a corto raggio. La RC-12 a 9 tubi di lancio in calibro 121 mm, mentre la IA-100 era a 24 tubi di lancio, entrambe posizionate sull'affusto di un obice da 105/14.
cite-note-14N 4. Ne esistevano di tre tipi, una composta da 84 bombette HE dotate di spoletta istantanea a percussione, 7 mine anticarro, o 66 mine antiuomo.

Bibliografiche

cite-note-aw-11. mwavcmwavgMilitary Today.
cite-note-c8p118-22. mwawgmwawkCappellano, Mosolo 2018,mwawo p. 118.
cite-note-as-33. mwayimwaymForecastle International.
cite-note-c4p120-44. mwazsmwazwChant 2014,mwaz0 p. 120.
cite-note-c8p113-55. mwaammwaaqCappellano, Mosolo 2018,mwaau p. 113.
cite-note-ar-66. mwaa8mwabaNew Factoria.
cite-note-87. mwabq(mwabumwabyEN) R.G. Sawhney, mwabcField Artillery Today and Tomorrow, in mwabgStrategic Analysis, vol.mwabk 7, n.mwabo 11, 1984, pp.mwabs 928-941.
cite-note-98. mwab8(mwacamwaceEN) mwaciFIROS-25, in mwacmThe International Magazine of Armies and Weapons, V, 1978, pp.mwacq 30-31.
cite-note-c7p292-109. mwacomwacsCordesman, Al-Rhodhan 2007,mwacw p. 292.
cite-note-1110. Gianluca Di Feo mwadaVeleni di Stato, BUR Rizzoli, Milano, 2011.

Bibliografia

• citerefchant-2014(EN) Christopher Chant, A Compendium of Armaments and Military Hardware, Abingdon, Routledge, 2014, ISBN 1-134-64668-2.
• citerefcordesman-al-rhodhan-2007(EN) Anthony H. Cordesman e Khalid R. Al-Rodhan, Gulf Military Forces in an Era of Asymmetric Wars, Volume 1, Center for Strategic and International Studies, Prager, 2007, p. 292, ISBN 978-0-275-99250-7.
• citerefdi-feo-2011Gianluca Di Feo, Veleni di Stato, Milano, BUR Rizzoli, 2011, ISBN 88-586-0283-8.

Periodici

• citerefcappellano-mosolo-2018Filippo Capellano e Enzo Mosolo, Le artiglierie a traino meccanico dell'esercito italiano 1945-2018, in Storia Militare Dossier, n. 40, Parma, Ermanno Albertelli, novembre 2018, pp. 113-119.

Voci correlate

• mwadwMLRS
• mwad4LARS
• mwaeaSmerch
• mwaeiBM-21
• mwaeqBM-22
• mwaeyBM-24

Collegamenti esterni

• citerefaw(EN) FIROS-25/30, su Military Today, http://www.military-today.com. URL consultato il 21 novembre 2018.
• citerefar(RU) Полевые реактивные системы FIROS-25 / FIROS-30, su New Factoria, http://rbase.new-factoria.ru. URL consultato il 21 novembre 2018.
• citerefas(EN) FIROS 51 and 122 mm Multiple Launch Rocket Systems, su Forecastle International, https://www.forecastinternational.com. URL consultato il 21 novembre 2018.